Il magico potere del riordino

Il magico potere del riordino

Ho avuto modo di leggere il libro “Il magico potere del riordino” poco tempo fa.

 

Che dire, ti consiglio di leggerlo, e di tralasciare al contempo tutti gli articoli di blog che ti spiegano come riordinare la casa (lo chiamano decluttering, che fa più figo).

 

Non spenderò molto tempo a spiegarti come si fa, anzi, la faccio brevissima:

  1. Riordina per categorie, e non per stanze.
  2. Parti dagli abiti, che sono la categoria più “facile”, per poi passare per esempio libri, cd e categorie sempre più complesse. Tieni per ultimi gli affetti personali!
  3. Tira fuori tutto, e dico proprio TUTTO (sul pavimento).
  4. Prendi in mano una cosa alla volta, e senti se devi eliminarla. Se sì, salutala e ringraziala.
  5. Sistema il resto.

 

Ora veniamo però alla parte più importante, che è la correlazione tra pulizia esterna e pulizia interna.

Ho sempre pensato che questa correlazione esistesse, ma non pensavo che fosse così potente e diretta.

 

Ho cominciato il “rituale” del riordino già durante il periodo in cui stavo leggendo il libro. Sì, parlo di rituale, poiché la sensazione che ho avuto è stata quella di approcciarlo come un evento importante.

 

E così poi è stato.

Mano a mano che il “rituale” procedeva, ho cominciato ad avvertire una piacevole sensazione di leggerezza. Era come se la mente potesse pensare in modo più limpido, e si fosse abbassato il rumore di fondo. Il processo di riordino procede ancora oggi, dato che proprio prima ho completato un’altra categoria, quella delle carte e degli appunti.

 

Ti confesso che ho in parte disobbedito al libro, conservando una serie di appunti universitari da cui non riesco ancora a staccarmi, anche se difficilmente mi rimetterò a ripassare certe materie. Magari la prossima volta saluterò anche loro, come ho fatto per tante altre cose che erano presenti in casa.

 

Ho anche trovato una serie di lettere e pseudo-poesie che ho scritto più di una decade fa. Vuoi sapere se le ho tenute? Ebbene no. All’inizio ho avuto qualche tentennamento, ma dopo averle rilette, ho capito che erano state scritte da un “io” passato, e non facevano più parte del mio modo di sentire presente. Ho sorriso, le ho salutate, e poi le ho strappate in otto pezzi e riposte nel cestino della carta.

 

Ma torniamo ora alla limpidezza, di cui ti parlavo prima. Noto che, con il procedere del riordino, anche la mia mente si sta riorganizzando, portandomi a porre più attenzione alle sensazioni da “tenere” e a quelle da “salutare”, consentendomi di lasciarle andare con maggiore facilità. Ne ha tratto beneficio anche la meditazione, che è diventata più agevole e diretta… allo stato attuale mi siedo, aspetto un tempo relativamente breve (10-15 min, di solito non sto lì a contare), e ad un certo punto sento che qualcosa si è acquietato, come se si fosse spento un interruttore.

 

Ma quello che forse ti stupirà ancora di più, è che si sono sbloccati degli eventi, apparentemente sconnessi dal mio volere e si sono attivate una serie di attività che si combinano perfettamente con le idee di questo periodo, come se si fosse stabilita una chiara sintonia con l’ambiente che mi sta intorno. Che dire, probabilmente questo aspetto supera anche quello più palese, di avere un bell’ambiente in ordine!

Bene, lo so che a questo punto vorresti una lunga disamina filosofica sul perchè riordinare funzioni, e volendo potremmo indagare la cosa da molteplici punti di vista, ma ti invito a smettere di leggere e a provare, perchè è nella pratica che troverai il massimo beneficio!

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