La deformazione dello spazio e del tempo
Sbuca da un portone sullo stretto viottolo dai riflessi di pietra lucida come cuoio bagnato.
Emerso così, all’improvviso, da un mondo color ardesia che gli è rimasto appiccicato sulla schiena.
Una luce dorata svela un incandescenza che lascia il passo al led nell’ora dell’imbrunire. L’odore di betel¹ sembra sputato fuori a forza dai muri come pelle madida di sudore.

