L’attenzione produce realtà
Potreste aver letto in più occasioni articoli che invitano ad immaginare le cose desiderate, come ad attrarle. In altri casi invece emergeranno gli inviti ad agire, a “faticare”, fino a raggiungere l’obiettivo prefissato, o la realtà desiderata.
Nella mia esperienza ho incontrato casi in cui le coincidenze hanno portato a me dei risultati immaginati, e altri casi in cui ho dovuto faticare, agire e magari anche sforzarmi, al fine di produrre un determinato risultato.
Ed è così che in certi casi, un semplice pensiero lanciato all’infinito, con una sensazione di possibilità, mi ha portato a trovare dei pensieri realizzati per “coincidenza”.
In altri casi invece ho dedicato con costanza una certa quantità di tempo in una determinata attività, per poi accorgermi di aver ottenuto così un risultato.
Credo che le varie ipotesi coesistano, e che a seconda del testo che si legge, ognuno di noi sia di volta in volta sospinto a cercare nei propri ricordi eventi che avvallino l’una o l’altra spiegazione.
Ma forse non è la spiegazione in se a fare la differenza, bensì il fatto che si dedichi del tempo portando attenzione a quello che si vuole, o a fare quello che si vuole.
Mi sento quindi di poter ritenere plausibili più ipotesi, senza doverne difendere alcuna in particolare e, a prescindere da ciò, di invitare me stesso a porre attenzione a dove pongo attenzione, e porre attenzione alle sensazioni che suscita in me questo porre attenzione.
E voi, come fate a “produrre” la vostra “realtà”?
Link consigliati:
Robert Anton Wilson – Prometeus Rising pdf
Luca Chittaro – L’equazione dell’attenzione
Luca Chittaro – Oltre l’information overload: effetti dell’eccesso di informazioni sulle persone




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