Al di la della paura

Al di là della paura

Nel mio percorso, le esperienze che ho vissuto, sono state spesso costellate di situazioni di sofferenza, dubbi, situazioni difficili, che mi hanno spesso portata a fare delle scelte coraggiose, andando decisamente in altra direzione rispetto a quello che socialmente era accettato. Una serie di esperienze che mi hanno insegnato a prender cura di me stessa, acquisendo la consapevolezza che il mio benessere, sotto tutti i punti di vista, dipendeva solo da me. Ho permesso al mio corpo di ammalarsi, e poi di guarire, comprendendo che in me risiedono sia la vita che la morte.

E da questi vissuti ho imparato che si può anche perdere tutto su questo piano, ma che, finché hai un cuore che batte e ti permette di vivere, hai la possibilità di cambiare molto di ciò che ti appartiene, sia dentro che fuori di te. Il cammino di consapevolezza è spesso composto di varie tappe. Ed è per questo che, non molto tempo fa, la mia anima ha iniziato a “scalpitare” e a chiedermi di fare un altro balzo in avanti, nella ricerca di me stessa, del senso della mia vita.

Spinta da questa voce silenziosa, fiduciosa che sarei stata assistita da forze più grandi di me, sono partita per una delle esperienze più significative della mia vita: un “viaggio” in Brasile.

Seguendo la voce che da dentro mi chiedeva di andare, agire, rimanendo il più possibile connessa con me stessa, sono partita in solitaria e senza alcun punto di riferimento. Dicono che un viaggio ti cambia, che ti arricchisce, rinforza. Che ti fa scoprire luoghi e persone nuove. Ma io sapevo che il cambiamento che avrei vissuto sarebbe stato molto più forte e non limitato al solo viaggio fisico che stavo per compiere. Ho voluto il Brasile per attingere alla forza di Madre Terra, che nel mio immaginario sensoriale era perfettamente rappresentata da questo paese. Ho voluto il Brasile perché il desiderio di vivere un’esperienza di crescita più forte e anche coscientemente voluta e cercata, di ricontatto con la “me stessa” più profonda.

Ed è così che è andata: il primo dono che ho ricevuto è stato il riprendere ad ascoltare la mia voce interiore e a fidarmi di lei, rendendomi conto che molti pensieri legati alla diffidenza, mi aveva allontanato dal prossimo e, quindi, anche da me stessa. Le vecchie memorie legate alle “raccomandazioni” di una madre sospettosa verso il mondo e di una città rinomata per la sua chiusura verso il “diverso”, sono state messe a tacere. E ho riscoperto la bellezza dell’aprirsi al prossimo, all’avere fiducia. Perché in ognuno di noi, in ogni essere, c’è sempre una dualità tra “bene e male”, ma che sta a me risvegliare e attivare quella parte di “bene” che comunica oltre le parole ed i gesti e che richiama a se’ la parte sacra di ogni essere vivente. Dagli animali alle persone, ho avuto solo conferme che tutto ciò è possibile. E ho ricevuto miracoli: aperture, accoglienze, sorrisi dagli umani e il sostegno, il rispetto e l’innocuità dal mondo animale. Ho imparato che il mio star bene è vivificato dalla vicinanza con gli altri, dagli abbracci alle strette di mano, ai sorrisi. Ho ripreso contatto con il mondo naturale, tornando a sentirmi parte integrante di essa, purché rispettosa. Ma, ad un certo punto del viaggio, la mia anima ha ripreso a bussare alla porta della coscienza in modo più forte, perché non era ancora stata soddisfatta del tutto.

Ed è così che ho fatto l’incontro più importante della mia Vita, quello con la Morte.

L’energia magica e mistica del Brasile mi ha avvolta e accolta, e mi ha permesso di entrare in contatto con uno sciamano con il quale ho avuto l’opportunità di entrare al massimo della profondità finora da me conosciuta. Ho visto la Morte, nel senso che l’ho vissuta a livello sensoriale attraverso un viaggio che merita un’altro articolo. E ho avuto la possibilità di comprendere come Vita e Morte siano un’unica cosa, che la morte è davvero solo un passaggio del tutto naturale e che, quindi non può suscitare dolore e lacrime.

Come posso provare paura per la morte se so che dopo mi ritroverò ad osservarmi nell’altra dimensione e comprendere che sono sempre io, sempre viva? E che tutto è perfetto così com’è? Certo non avrò più quell’aspetto, ma sarò molto altro. E vedrò la realtà in un’altra dimensione, più completa e serena: senza aspettative, desideri, angustie.

Li è tutto perfetto. Li c’è serenità ed equilibrio.

Ora che lo so, tornata alla quotidianità, ho superato la paura.

È risaputo che tutte le paure dell’uomo sono riconducibili a quella per la morte.

Ma ora che non mi spaventa più, cosa può farmi paura?

Tutte le parole che non ho detto per paura di infastidire, di chiedere, di esprimere.

Tutte le azioni che non ho fatto per paura di sbagliare, di ferire, di essere fraintesa.

Tutto, proprio tutto, perde valore in un istante.

E comprendo che la massima forma di amore è rispettare se’ stessi, il proprio sentire, le proprie emozioni. Andando oltre orgoglio, pregiudizio, “fisime” e legami inesistenti.

E mi sento libera ed in armonia. Perché sono fedele alla parte divina e più grande che è in me.

 

È possibile: si può superare se’ stessi ed il proprio ego.

Possiamo farlo tutti. Basta ascoltarsi e fidarsi della voce del proprio cuore.

 

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