Le esperienze ci guariscono
“Ho creduto di aspettare un bambino”: quando scrissi questa frase la prima volta mi vennero in mente altri termini come “ho avuto paura di essere incinta” e “ho temuto una gravidanza”, come se questo evento straordinario fosse qualcosa di cui aver terrore…
Le settimane in cui vissi questa attesa furono ricche di emozioni, anche molto contrastanti tra loro.
La mia situazione sentimentale, in quel momento, non era delle migliori: Io e il mio compagno avevamo appena deciso di lasciarci per motivi indipendenti dalla nostra volontà, perchè, pur essendo molto innamorati, non potevamo vivere la nostra relazione.
Pertanto, nella mia nuova condizione di single, quei momenti di sospensione fecero affiorare nella mia mente domande tipo: “e se fossi incinta…glielo direi?” oppure, “Lo terrei a prescindere dalla sua volontà?”, “Riuscirei a crescerlo da sola?”, e la risposta razionale fu sempre e solo un No, secco e senza repliche.
Oltretutto, proprio per difficoltà oggettive, seppi che questo possibile evento non poteva né doveva essere la causa di un nostro ritorno in coppia.
Così passai giorni e notti in attesa di smentite o conferme di questa gravidanza, meditando e immaginando come sarebbe stato, ma sempre facendo ricorso alla razionalità.
E questi pensieri mi portavano comunque a ripetermi che sicuramente non avevo altra scelta che abortire, da sola, senza la vicinanza di nessuno.
Una sera, rientrando a casa, rimasi in ascolto nel tentativo di percepire se davvero c’era un’anima incarnata nel mio corpo.
E in quel momento, allontanando qualsiasi pensiero razionale, rimasi folgorata da una sola presa di coscienza: se davvero un’anima aveva scelto me, il mio corpo, la mia vita per incarnarsi, stava ricevendo solo emozioni e pensieri negativi, di rifiuto…
No, non era possibile.
Dov’era finito il mio amore per la Vita e per il Prossimo?
Dov’era finito l’amore per questo uomo e per me stessa?
Così un’ondata di amore salì dal mio cuore, inondandomi completamente di calore.
Un emozione fortissima che mi fece comprendere che lo avrei tenuto, che gli avrei dato solo amore e mi sarei impegnata con tutta me stessa, anche da sola se fosse stato necessario, perché non ricevesse più neanche un accenno di pensiero e di emozioni di rifiuto.
Da qui, in un attimo, rivissi la mia incarnazione in mia madre e mi resi conto che conoscevo quell’esperienza, che l’avevo già vissuta dall’altra parte del confine.
I miei genitori non mi cercarono e, quando seppero che ero arrivata nel grembo di mia madre, mi rifiutarono. Non potendo abortire, io “dovetti nascere” nella loro vita, nella loro famiglia, ma ricordo le emozioni che mia madre provò durante la gravidanza, ho memorie antiche che mi fanno ricordare tutto.
No, non è così che si accoglie la vita, non è così che si accoglie un anima fraterna.
Certo, io scelsi loro, la loro famiglia, perché potessi vivere questa esperienza, e questo evento recente mi ha permesso di rivivere e guarire quella ferita.
Grazie alla meditazione e alla consapevolezza delle emozioni che mi portavo dentro, decisi di “correggere” quell’esperienza, ritornando allo stato embrionale della mia vita e donandomi sentimenti di amore e di protezione.
Mi diedi, in pratica, ciò che loro non furono in grado di darmi: l’accoglienza amorevole.
Questa carenza alla nascita mi ha portato a scalpitare più volte nella mia vita per mancanza di radicamento, perché nessun luogo è per me mai stato casa, il mio porto sicuro.
Le cose non accadono mai per caso: le esperienze ci guariscono, se ne sappiamo cogliere gli insegnamenti.
Il mio ex, quando infine gli confidai che c’era la possibilità che aspettassimo un figlio, si stupì delle sue stesse emozioni: felicità ed amore emersero in lui in modo del tutto inaspettato. Mi comunicò che sarebbe stato felice di poter crescere un figlio nostro e che forse il destino ci voleva ancora insieme… Sentivamo che sarebbe stata femmina. E il suo nome sarebbe stato Siria.
Grazie Siria, Stella Splendente, per avermi permesso di amarmi e di amare, per avermi permesso di guarire una ferita antica.
Grazie Siria per avermi fatto avvicinare in modo più profondo ad un uomo.
Grazie per avermi fatto provare, anche solo per un attimo, quell’Amore più grande che una madre conosce.
Anche se, infine, non ti sei davvero incarnata, il tuo ricordo rimarrà indelebile nella mia memoria e sarà un ricordo d’Amore puro.




Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!