Il risveglio della ricerca

Il Risveglio della Ricerca

Giovanni si stava domandando da tempo come poteva migliorare le cose.

 

Il sistema era permeato da un’aura di negatività, coltivata con cura dai mass media.

La gente assorbiva la “deformazione”, alcuni senza nessuna reazione, altri lamentandosi nel web in ogni modo, creando un sacco di rumore senza risultato.

 

Così, spesso egli si addormentava leggendo, oppure davanti allo schermo del computer, e poi le sue tensioni cominciavano a prender forma in sogno.
Frequentemente si svegliava nel mezzo della notte, con il viso imperlato di sudore dopo aver corso virtualmente lontano dalle sue tensioni e dalle sue paure.
Ma queste tornavano, quasi a stuzzicarlo apposta… prendendosi gioco di lui.

 

Fu così che un giorno, andando in biblioteca, gli capitò tra le mani un libro.
Dal titolo pensò subito ad un’americanata colossale – si chiamava “Il Metodo”- ma leggendo l’introduzione si rese conto che tanto male non era, e decise di dargli un’opportunità.
Lo portò a casa, e si soffermò a lungo sul primo capitolo. Parlava dell’Inversione del desiderio, tema supportato da moltissimi casi empirici sperimentati dagli autori.
Dicevano che il dolore andava affrontato correndogli incontro, per scoprire che non è un limite invalicabile.  Il dolore era solo una nebbiolina che ostacolava la visuale.
Attraversata questa, si sarebbe arrivati a scorgere un orizzonte più ampio e limpido.

 

Giovanni provò l’esercizio più volte, e la sensazione di superare la nebbiolina gli piaceva. Era molto forte e vivido il senso di avanzamento descritto nel libro.
Si dedicò a provare e riprovare l’esercizio. Pensò a come le persone siano smarrite in quel senso di dolore e di paura… tante nebbioline inconsistenti vissute come fossero dei muri invalicabili.
Pensò anche al modo in cui questo atteggiamento si riflette sulle semplici azioni di tutti i giorni, come le ricerche su google, oppure il postare messaggi su facebook.
Spesso il flusso di informazioni è “subíto passivamente” più che essere il risultato di una ricerca attiva (basti notare che solo l’1% del totale delle ricerche nel web è frutto di un’attività consapevole).

 

Il risultato più eloquente di tutto ciò è che il mondo che ci troviamo davanti agli occhi, sotto forma di notizie e informazioni, è un’immagine che lasciamo dipingere a qualcun altro.
E il ragionamento si può riversare anche a livello di comportamento: quante delle azioni che fai ogni giorno sono decise da te, e quante sono il frutto di automatismi o procedure?
Giovanni sapeva che gli automatismi e le procedure sono utili, in quanto liberano risorse per PENSARE, ma non era del tutto sicuro che quell’1% di ricerca consapevole fosse un obiettivo di cui andar fieri.

 

Fu così che gli venne un’idea.
Dato che i media e la rete lo vedevano come consumatore, e ogni volta che cercava qualcosa le sue pagine venivano sommerse da pubblicità correlate, avrebbe potuto “rivoltare la frittata”, orientando la sua ricerca e immaginando il tipo di soluzioni che desiderava.

 

La cosa avrebbe avuto ancora maggior potenza se avesse creato un gruppo di ricerca orientata, in modo da far “pesare” le ricerche, e farle notare agli esperti di marketing analitico. La lampada magica aveva solo bisogno di essere strofinata, in prima persona!

 

Sarebbe bastato poco..
anche un solo piccolo passo avanti,
arrivare al 2% di ricerca consapevole
e sarebbe stato un progresso!

 

E Giovanni si mise a pensare

al mondo che voleva creare

 

P.S. Strofina la lampada anche tu!

 

Link consigliati:

Libro – Il metodo – Phil Stutz, Barry Michels

Articolo – Un modello integrato di interazione uomo-informazione – Luca Rosati

Youtube – The Primitives – (We’ve) Found A Way (To The Sun)

 

 

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