Lavoro per estinguere il mio Lavoro
Sarà forse paradossale, ma un modo per permettere di evolverci è quello di lavorare per far sì che in futuro non ci sia più bisogno del nostro lavoro.
Si dice che il lavoro sia legato alla risoluzione dei problemi. In realtà si possono contare innumerevoli esempi in cui questi sono solamente gestiti, creando nel tempo delle figure assai esperte del problema, ma non della soluzione. Queste lo monitorano, lo tengono sotto un livello di soglia, e in questo modo si ricavano una certa sensazione di utilità e importanza all’interno del proprio sistema. Ma ciò di cui non ci si rende conto è che, così facendo, si alimenta una dipendenza dal problema che non ne permette la sua effettiva risoluzione.
Questo comportamento può originarsi da un meccanismo di autosostentamento o di sopravvivenza, o dalla paura che il cambiamento derivante dalla soluzione risulti poi in una perdita di importanza e di utilità. Ciò porta i sistemi (persone, gruppi) ad uno status quo difficile da modificare, che si potrebbe denominare inerzia.
E nell’iterare azioni e comportamenti simili si arriva ad un “ottimo”, nel quale si utilizza la minima energia per ottenere un risultato sempre uguale a sé stesso, rendendoci quasi assimilabili a degli ingranaggi. Se l’energia risparmiata in questo processo di efficientamento non viene reinvestita, si può causarne una sua dispersione e una perdita della capacità di adattarsi ad ambienti in evoluzione.
Osservando bene questo meccanismo, mi accorgo che il risultato di tale “strategia” è effettivamente un sopravvivere, ma molto spesso non si può dire che sia un vivere pienamente, che permetterebbe di sperimentare il piacere della scoperta, della sfida e dei relativi nuovi modi di fare che queste comportano.
E mi ritrovo a chiedermi:
“Sono veramente necessari i cento miliardi di neuroni che abbiamo nel cervello, se poi i programmi che usiamo sono sempre gli stessi?”
Ecco allora che si rinnova in me questa idea, di lavorare per far sì che un domani non ci sia più bisogno del mio lavoro, per lo meno nei termini con cui viene svolto ora.
Solo così posso pensare che l’evoluzione abbia luogo anche nel mio piccolo, solo pensando e agendo per poter cambiare le mie azioni di domani.
E mi faccio primo portatore dell’estinzione del mio lavoro!




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