Essere Albero
La Bibbia racconta di un Adamo ed una Eva creati con il fango ed il respiro di Dio. Secondo quanto riportato in questo testo, egli creò uomo e donna a sua immagine e somiglianza, con la terra mista alla sua saliva. Certo l’immagine quasi mitologica di un vecchio con la barba bianca che dà regole e proibizioni alle sue stesse creature non combacia con l’idea di un essere che ha creato altri esseri con amore. Mi viene più facile immaginare quel dio come una energia che voleva divertirsi un po’ e diede vita a entità speciali e li mise all’interno di questo teatro del mondo. E mi soffermo con curiosità nel cogliere quanto la nostra esistenza sia in stretto collegamento con il divino e con la natura stessa. Siamo fango, veniamo dal fango e fango torneremo. E non c’è nessuna accezione negativa, semmai energia creativa. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. Siamo fatti della stessa sostanza delle stelle. Siamo fatti della stessa sostanza della natura, del regno animale e vegetale.
Non vi è separazione.
Non vi è lotta per la sopravvivenza. Siamo energia pura. I nostri pensieri, se illuminati e scaldati dall’amore che anima e smuove ogni cosa, diventano azioni che portano solo energie nuove e sacre e che alimentano, a loro volta, la grande energia vitale.
Quante volte, nell’arco della mia esistenza, sono ritornata alla mia essenza, alla mia origine, ritrovandomi in pace ed armonia con i miei pensieri e le mie emozioni! Fin da piccola gli alberi sono stati la mia salvezza e il vento, con la sua energia, mi ha sempre ricordato che la vita è questa e va vissuta con brio ed allegria. Che tutto si muove e niente è mai fermo.
Solo i nostri pensieri possono farci credere che ci siano blocchi. Abbiamo la facoltà ogni giorno di cambiare ciò che non ci piace, abbiamo la facoltà di cambiare rotta semplicemente accettando e riconoscendo che siamo noi artefici di quanto ci accade.
È solo in questa condizione, dove ci assumiamo la completa responsabilità dei i nostri pensieri, delle nostre emozioni, di quello che abbiamo deciso di accettare della nostra vita e di quello che ci rifiutiamo di accettare, che posso plasmare il mio destino.
Non esistono altre responsabilità. Tutto, proprio tutto quello che ci accade, è frutto della nostra volontà, o della nostra mancanza di volontà. Anche ciò che non ci piace. Perché possiamo crescere, perché possiamo prendere consapevolezza di noi e delle nostre potenzialità e della nostra forza. Perché impariamo ad amarci così tanto da non permettere più a niente e nessuno di condizionare la nostra esistenza.
Ecco, l’albero della conoscenza. Ecco, il frutto proibito che cos’è.
Qualcuno ci ha fatto credere di essere schiavi, di essere separati da quello stesso “dio” che ci ha creato. Ci hanno convinti di aver bisogno di intermediari per poter conoscere se stessi. Ci hanno convinti che provare senso di colpa sia sano e che sia la via per redimere i propri “peccati” e, quindi, di avere bisogno di qualcuno esterno a noi a cui chiedere uno sconto di pena. Qualcuno ci ha fatto credere di essere piccoli e sottomessi. Qualcuno ci ha voluto schiavi.
E sono certa che non fu quel “dio”, perché ci fece a sua immagine e somiglianza. E lui era Energia d’amore. E l’amore ci vuole liberi e felici. Non vittime e colmi di tristezza. L’amore ci vuole Forti e responsabili. Così responsabili da non avere più bisogno di cercare colpevoli ma semplicemente riconoscere che abbiamo dato il potere ad altri di renderci più o meno felici, più o meno soddisfatti.
Le nostre ferite, i nostri dubbi, i nostri sensi di colpa, i nostri condizionamenti che abbiamo via via accettato e che, a volte, fingiamo di contrastare per avere la falsa illusione di ottenere Libertà dagli altri, ci illudono facendoci credere di non essere schiavi delle nostre paure, di noi stessi.
Tanti anni fa piansi quando, dalla finestra della mia camera, vidi mio padre abbattere una quercia dal grande tronco. In quel momento stavo perdendo un amico a me caro, un confidente, una fonte di pace. E mi chiesi perché quegli adulti non lo capivano. Perché dovevano far morire quella fonte di gioia per me.
Perché…
Ora, da adulta, conosco la risposta. Conosco il dono che quella quercia ci diede: calore per la nostra casa.
Un dono d’amore.
E ancora oggi, in ogni luogo del mondo, la natura ed ogni suo membro, ci fa un regalo. E ringrazio. Perché questo è amore. E ringrazio.
Perché so di essere parte di questo mondo.
Adiemus – Karl Jenkins: https://youtu.be/UX__4aHwYzM





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