Ascolta ogni Attimo per raggiungere ogni Obiettivo
“Qual è il tuo obiettivo di vita?” mi chiese un amico.
“Sperimentare, evolvere e fondermi in Dio” gli risposi.
E ancora lui non soddisfatto: “Si, ma questo obiettivo è qui, molto in alto (facendo con la mano il gesto di un’asticella posta in alto, sopra la testa). Io parlo di adesso, qual è il tuo obiettivo?” (spostando l’asticella più in basso).
“Lo stesso, anche ora in questo istante.” Infine gli risposi.
Ammetto che il mio amico non rimase soddisfatto dalla mia risposta, ma è proprio qui il nocciolo del discorso. È chiaro che l’obiettivo è importante, ma il suo raggiungimento non è posto in alto o in basso in una scala d’importanza, in un prima o dopo in una scala di tempo, ma si compie in ogni istante.
Mi spiego meglio con un esempio. Quando da adolescente praticavo l’atletica leggera, dopo un certo periodo prolungato d’attività fisica, entravo in un particolare stato di “profondo contatto” con me stesso. Ora in montagna, dopo alcune ore di cammino, provo la stessa sensazione e questo puoi sperimentarlo anche tu.
“Come fare?”
Datti come obiettivo da raggiungere la cima di una montagna. Questo ti permette di focalizzare le tue energie e illuminare con chiarezza il cammino verso la meta.
“Ma… fai attenzione!”
Mentre cammini non devi affannarti pensando di arrivare a tutti i costi, questo ti porterebbe di fatto ad allontanarti dal vivere l’esperienza in sé e cioè dall’ascolto di ogni attimo. Se pensi di continuo all’obiettivo la cima ti sembrerà inarrivabile, la montagna si ergerà di fronte a te come un gigante insormontabile. Se ti immergi nel turbinio di pensieri negativi della mente, le tue gambe presto si trasformeranno in macigni da sollevare.
Fai caso, invece, alla quiete del bosco attorno a te: noterai che è un brulicare di vita in continuo cambiamento. Osserva come diventi paziente nel tuo incedere. L’ascolto dei propri passi, del ritmo, del respiro, dei pensieri, porta ad una profonda accettazione di sé e della propria vera natura. In quei momenti percepisco una sensazione di assenza di tempo, di assenza di spazio, per lunghi periodi la mente si calma e rimango testimone di ciò. In questo c’è una compassione verso se stessi e un fluire, senza fatica, nell’esperienza.
Ad un tratto riporterai l’attenzione al contesto di dove ti trovi e ti accorgerai, con grande meraviglia, di aver già fatto veramente tanta strada! Ti stupirai del fatto che l’hai percorsa senza pensarci e con molta leggerezza.
La cima in sé non è un banale traguardo da raggiungere, ma un’opportunità per fare esperienza. Un’occasione per entrare in contatto con il proprio sé profondo.
Per capire questo ancora meglio ti propongo questa storia cinese sul tagliatore di pietre, estratto dal libro “Il Tao Del Corpo” di Jerry Lynch e Chungliang Al Huang:
“Il tagliatore di pietre non apprezzava ciò che era. Vedeva un facoltoso mercante e desiderava essere come lui. Divenuto ricco, si rese conto che, con tutto il suo potere, doveva pur sempre inchinarsi al re; perciò iniziò a desiderare di diventare re. E così fu, fino a quando non si rese conto che il sole, con il suo calore, poteva dargli fastidio. Quanto è potente il sole, pensò; e così divenne il sole fino a quando la nuvola manifestò il suo potere nascondendolo. Egli divenne allora la potente nuvola, fino al giorno in cui il potente vento non la spazzò via. Divenne allora il vento, che tutto poteva tranne soffiar via la potente montagna. Egli divenne pietra, più potente di qualsiasi altra cosa nella terra. Se ne stava orgoglioso nel vento e si chiedeva cosa potesse essere più potente della pietra. Guardò in basso e vide un tagliatore di pietra che lo colpiva con lo scalpello.”
Questo racconto mi ricorda l’importanza di rimanere in contatto con ciò che veramente si è prima di ciò che si fa. In più, risveglia in me una consapevolezza verso ciò che si fa.
Può succedere che, salendo verso la cima della montagna (l’obiettivo scelto), ci si scoraggi e si decida di tornare indietro. Nulla di male! Anche questo fa parte di una comprensione e di un ascolto di sé stessi. L’importante è riprovarci!
Sempre J. Lynch scrive nel suo libro:
“le otto leggi dell’apprendimento di John Wooden allenatore dei UCLA Bruins: spiegazione, dimostrazione, imitazione, ripetizione, ripetizione, ripetizione, ripetizione, ripetizione.”
Ecco che, ripetendo l’esperienza passo dopo passo, respiro dopo respiro, la cima si fa sempre più vicina. Raggiungere l’obiettivo è molto appagante, ma la vera ricchezza è sempre nascosta nel percorso. Una volta sperimentato questo a fondo, sarà per te una verità rivelata.
Musiche consigliate durante la lettura: “Song of The Stonemason”
Spotify > https://play.spotify.com/track/7p176vipi0DFoRYdvFtZZn
You Tube > https://www.youtube.com/watch?v=IiYZVGUjiYU




Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!