Ho spento la TV

Ho spento la Tv

Cinque anni fa, trasportai il mio salotto al piano di sotto. L’obiettivo era quello di creare, al piano terra, uno spazio libero adibito a gioco per le mie due figlie. In quel momento, non mi rendevo ancora conto della cosa incredibile che stava accadendo nella mia vita!

Un quinto incomodo si era ammutolito durante i pranzi, la vecchia scatola “chiacchierona” aveva lasciato il posto al dialogo familiare e all’amato silenzio. La “chiacchierona” scomparve così dalla nostra quotidianità. Inizialmente ero stranito, non capivo bene ciò che era accaduto, qualcosa che era lì da sempre non c’era più.

Da piccolo non badavo molto a lei, un po’ per il mio spirito selvaggio, che mi portava a giocare in stradina tutte le ore di luce possibili, e un po’ per i miei genitori che ne dosavano l’utilizzo. Poi durante l’adolescenza le dedicai sempre più tempo, fino a quando, appena spostato, decisi di acquistare la mia prima e unica “chiacchierona”. Credo che l’azione di portarla in casa sia stata legata ad una consuetudine, più che ad una scelta consapevole. Scelta che feci un anno più tardi decidendo di non vederla più.

Perché?

Partiamo da due aspetti: il primo è il tempo, il secondo è la qualità. Feci quella che i neuroscienziati chiamano rimappatura di schemi mentali, facendo mio il concetto che il tempo è una cosa preziosa, vale molto e voglio disporne con cura. A differenza di una cassa piena di soldi, il tempo della mia vita non torna più, ciò che è stato è stato. Ogni attimo a cui portiamo attenzione è già andato.

Tempo di qualità quindi, per lavorare, per leggere, per condividere, e perché no, anche per guardare un film. La furba “chiacchierona” infarciva tutto ciò che trasmetteva con delle réclame, e quindi non faceva a caso mio. L’ho sostituita con il prestito gratuito di film in biblioteca e andando al cinema, riscoprendo il commento con gli amici al termine delle proiezione. Molte delle altre trasmissioni televisive, viste con un occhio diverso, si “smontano” da sole, ed ecco il secondo aspetto: la qualità. Per verificarla utilizzo tre sistemi molto semplici che vi descrivo.

Il primo è tenere ben a mente delle domande tipo:

“Mi è utile?”

“Mi emoziona?”

“Tra cinque minuti ricorderò questi contenuti?”

Così da essere in consapevoli di ciò che si sta facendo e allenarsi ad uno stato di presenza. Il secondo. Seguo un telegiornale, annoto la data e un breve riassunto di ogni notizia. Dopo un mese ripeto lo stesso procedimento, e confronto quindi i dati raccolti. Provatelo e lo troverete molto divertente. In questo mese potete decidere di non guardare i notiziari, per meglio comprendere le dinamiche dei servizi e i contenuti. Il terzo sistema prevede la verifica di ciò che si propone di fare il programma stesso. Prendo, per esempio, un dibattito politico oppure uno speciale d’informazione. Il presentatore spesso mi aiuta, ponendo delle domande introduttive per colpire la mia attenzione e invogliarmi a seguire la sua puntata:

“Quali sono le proposte del candidato tal dei tali?”

“Dove nascosero i templari i loro tesori? Andiamo a scoprirlo”

“Volete conoscere i segreti di una dieta bilanciata?”

Tutto ciò che devo fare è memorizzare la domanda, senza farmi distrarre dagli ospiti, dalla musica, dagli effetti speciali e dai colpi di scena. Alleno così l’attenzione ai contenuti importanti. Attendo quindi con pazienza la risposta che mi spetta. Nel caso in cui non arrivi, il programma si rivela un contenitore vuoto. Una volta allenati questi tre sistemi di verifica potrete “cassare” velocemente ciò che non vi interessa, riappropriandovi di un sacco di tempo.

Ho portato la mia attenzione all’essenza dell’informazione, e sulla valutazione della qualità di ciò che ascolto e vedo. Ho iniziato a selezionare i canali d’informazione trovando delle alternative via web. Per internet ho usato differenti tecniche che vi spiegherò in un altro articolo. L’ascolto attivo ha attirato a me una serie di persone veramente uniche che curano la qualità ognuna in modo diverso.

Questo cambiamento ha portato buoni frutti anche con le bimbe. Hanno sviluppato, infatti, la propensione verso giochi attivi, anziché la passività imposta dai cartoni animati. La più grande, che ha sette anni, decide quando spegnerla, mentre la più piccola, nata in piena latitanza da “chiacchierona”, si stanca molto prima, e da sola se ne va a cercare un altro gioco.

Questa nuova “alimentazione” basata sulla scelta d’informazioni di qualità, mi ha portato a una maggiore pulizia mentale. Ha reso più semplice lo svolgere di altre attività creative di cui sono appassionato come il design, la lettura, la musica e lo yoga. Avere più tempo è per me un benefit meraviglioso, che mi ha dato spazio per pensare un sacco di idee innovative, come aprire questo blog.

E per voi, qual’è l’esperienza con la “chiacchierona” (la TV)?

2 commenti
  1. Lara dice:

    È proprio vero che togliendo la chiacchierona in famiglia si guadagna in qualità di tempo trascorso insieme e di relazioni! Io sono stata senza tv diversi mesi quando vivevo con i miei genitori ed ero adolescente! È stata una bella esperienza, anche ero un po’ emarginata nelle discussioni con i compagni di classe del tempo perché vertevano molto sui contenuti delle trasmissioni televisive. Ora che ho una famiglia mia la tv c’è ma alla sera, cena e dopo cena, tace :) e noi chiacchieriamo!

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  2. Chiara Barollo dice:

    Beh se sai ‘filtrarla’ la chiacchierona, puoi trovarci anche qualcosa di interessante. Io adoro GEO & GEO (documentario di rai3) e ALLE FALDE DEL KILIMAGIARO dove si parla di viaggi e posti nel mondo

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