Cosa lascerò di mio a questo mondo

Cosa lascerò di mio a questo mondo?

Un giorno questa domanda mi si è parata davanti fulminea, e ho colto due reazioni immediate.

Dapprima mi sono chiesto: ma che cosa è veramente mio?

Poi la volontà di avere un bilancio perfetto, non voglio sentirmi in debito, né aspettarmi di ricevere.

Ho escluso subito tutti i vari oggetti perché il semplice aver utilizzato, costruito, o ricevuto non basta per sentirli veramente parte di me, sebbene ad alcuni di essi sia legato da sentimenti e ricordi profondi (un esempio tra tutti è la mia casa).

Mi sono reso conto di non poter vantare la proprietà nemmeno sulla materia di cui è fatto il mio corpo, e del fatto che finirò per restituire tutti gli elementi che sono stati parte di me, anche se in un ordine completamente diverso.

Alla Terra lascerò un mucchietto di cenere e altri elementi, tra cui molto carbonio e calcio, mescolati e impastati tra di loro, e che sto già scambiando con la stessa Terra chi lo sa quanti miliardi di volte, sotto ogni forma possibile di cibo o scarto…

All’Acqua lascerò circa 50 Kg della mia acqua, fluido vitale che mi nutre e pulisce ogni giorno.

Al Fuoco lascerò l’energia che muove il mio motore, il mio Sole interiore che trasforma e vitalizza ogni cellula.

All’Aria resteranno i sei \ sette metricubi che entrano in me quotidianamente e che restituisco ogni volta diversi.

Se dovessi avere dei figli lascerei loro il mio nome e i miei geni, patrimonio al quale non ho dato origine io, ma ho ereditato dai miei amati genitori.

La mia passione, il mio modo d’essere e quello che ha attirato la mia curiosità, rimarrà raccolto nei progetti ai quali mi sono dedicato; le conoscenze che ho acquisito, invece, al pari della genetica, sono attinte da un infinito archivio che già esiste ed è a disposizione di tutti nell’Etere cosmico.

Credo che questo incessante prelevare, ricombinare e rilasciare, sempre tendente ad uno stato più elevato, sia il motore dell’evoluzione.

I sentimenti, e le emozioni mosse da essi, sono quello in cui più mi riconosco, che mi danno la sensazione di essere io.

Sono i colori con cui ho dipinto tutti i rapporti umani e con il Mondo, un grande caleidoscopio che gira e riflette tutto intorno quello che riceve da ciò che lo circonda, e quando smetterà di girare, rimarrà forse il riflesso di una luce non più emanata.

Poi vengono ambizioni e desideri, come venti che montano ogni mattina al risveglio, gonfiano le vele e spingono la barca a volte fuori dalla rotta puntata, mettendo alla prova la mia convinzione e fiducia in me stesso.

Vorrei tanto lasciar esaurire anche tutti sogni per i quali non ho sufficiente determinazione da realizzarli, perchè ho il timore che continuando ad alimentarli mi rimangano addosso come un peso.

Vedo un netto collegamento di causa ed effetto tra la volontà di lasciare traccia e il desiderio di mantenere un contatto con quello che ora sono.

A che scopo preoccuparmi tanto di conservare un aspetto della mia vita che è valido soltanto nel momento in cui lo vivo?

Alla fine questo mio indagare è stato utile per riflettere.

All’inizio ricercavo il senso del mio passaggio nel Mondo in qualcosa che mi rappresentasse.

Presto ho deviato il fulcro della mia attenzione sul momento presente, scandagliandolo quanto più dettagliatamente mi era possibile, e la crescente comprensione di questo ridimensionava via via ogni altro obiettivo.

Se è vero che ogni anima è immortale ed evolve tendendo all’Assoluto, allora l’unica e semplice legge da provare a comprendere è quella che mi sta muovendo ora, e che mi muoverà sempre.

Sento fortemente la necessità di allineare la mia volontà alla volontà divina, e non sprecare più tempo ed energia per disegnare rotte illusorie.

Questo è quanto chiedo a Dio nelle mie preghiere, ringraziandoLo per ogni giorno di vita.

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