Sulla Spiaggia
Dal sedile dell’auto mi ritrovo catapultato in spiaggia, 80km in una frazione di secondo! Ecco come funziona il teletrasporto!
Spesso, alla guida nel tragitto casa-lavoro, entro in modalità ‘pilota automatico’, tanto sono ripetitivi i gesti del condurre un’auto. Non mi sento diverso dall’asino che ripeteva lo stesso percorso mentre mio nonno dormiva nel carretto. Succede che le funzioni mentali legate al corpo e ai sensi scivolino in background, occupando poche risorse, dandomi la possibilità di avere più attenzione per notare i processi creativi e meno tangibili che affiorano, ma tendono a essere frettolosamente classificati come distrazioni o fantasie. Questo momento in spiaggia è talmente dettagliato che sono in difficoltà a dire se è un lontano ricordo che, in un flash, mi fa rivivere una giornata intera, o se è pura invenzione.
Per rendere meglio l’idea, posso dire che è più simile ad un sogno, cioè reale, se visto da un’altro piano di coscienza, piuttosto che irreale.
Mi trovo sdraiato in spiaggia, contro ogni mia volontà. Sono stanco e deluso. Avrei voluto essere in montagna a camminare verso le vette. E invece sono qui, sotto il sole, senza asciugamano, con i pantaloni lunghi e avvolta alla testa una camicia impregnata del sudore forte dello stress. Dovevo andare ad un colloquio di lavoro in un paese qui vicino, nel primo pomeriggio, per questo ho preso mezza giornata di ferie. Non avevo precise aspettative, infatti è stato un incontro sottotono, chissà perchè ci sono andato… Poco dopo ero già fuori, un pò disorientato, e ho deciso di andare in spiaggia. Era da parecchi anni che non ci andavo nella bella stagione.
E pensare che a me la vita da spiaggia non è mai piaciuta, con tutti quegli ombrelloni e quelle sdraio, chioschi, bimbi che giocano e gente distesa nell’ozio ad abbronzarsi.
Che ricordi! Ora mi soffoca solo l’idea.
Che ci faccio qui?
Dopo il fallimento del colloquio, un’altra scelta inconcepibile. Sono frustrato, il mio orgoglio si è paralizzato senza poter esprimere parole. Senza telo né crema protettiva, con la camicia a mo di bandana e le scarpe in mano, mi abbandono sulla sabbia rovente che si attacca al sudore, e in un’attimo mi ricopre come una panatura su un torace troppo bianco. Mi rendo conto di essere molto distante da qualsiasi persona abbia scelto di venire in questa spiaggia oggi. Vorrei trovarmi da un’altra parte, la vergogna sorpassa ogni segnale di dolore e di disagio che mi invia il corpo, e vedo solo il rosso incandescente del sole attraverso le palpebre chiuse. Anche il punto focale percepito ruota, non punta al cielo, ma all’orizzonte.
Perdo l’orientamento.
Sebbene sia disteso, sento che la dimensione principale è l’altezza e i piedi, come vele di una barca, sentono la spinta del vento. Sparisce anche il vocio degli adulti e lo stridore di musica techno proveniente da uno stereo lontano.
Insieme al tempo, scompaio anch’io…
Non so quante ore siano passate. Così, come se mi fosse tornato in mente un dettaglio sfuggito, guadagno coscienza di me e cerco di riprendere il punto della situazione, di capire la posizione del corpo, dove sono, che ora è…
Sono in mezzo ad un silenzio luminoso.
Dall’immobilità qualcosa sorge a ricordarmi della spiaggia, del caldo, della gente. Fiuto odore di salsedine, riprendo sensazione del corpo e subito sento dolore sulla pelle scottata. Ancora prima di aprire gli occhi ed alzarmi, cerco di godere di quel momento, di protrarlo ancora un pò, ma in fondo so che ormai è perso e che tra poco mi alzerò per fare quello che deve essere fatto. Non c’è vento a tormentare la superficie del mare, così giace piatta ed oleosa. Il sole è basso e permette di essere guardato direttamente senza la protezione degli occhiali scuri. Ora il mio respiro si è accordato al ciclo lungo delle onde, che insistono deboli sui massi del pontile.
La mente cerca di salvare in memoria questo momento, per poterlo cercare e riproporre quando ne avrà nostalgia. Qualcosa in me sa che tutto ciò è inutile.
La pace non sta nel cercare, ma nel lasciare andare ogni controllo, spegnere ogni impulso a controllare.




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